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Al mare con le dovute distanze?

Si cerca di pensare alla “fase 2”, quella di convivenza con il virus.
Anche noi abbiamo notato un certo fermento da parte delle aziende, che cercano di inventare possibili soluzioni idonee per gli stabilimenti balneari, i bar e i ristoranti. Contrastare la pandemia è estremamente difficile, lo abbiamo visto nei giorni di quarantena. Ecco allora che alcuni hanno pensato a possibili strumenti per schermare i contatti personali. Oltre all’aspetto sociale, si considera anche la ripresa delle attività lavorative e funzionali al cittadino, come banche, farmacie e attività commerciali.
Tra alcune proposte ci hanno colpito quelle basate su box trasparenti con pareti di plexiglass. Ovviamente non abbiamo alcuna esperienza per valutare la reale protezione delle persone e altri aspetti scientifici e funzionali. Quello che notiamo è l’impegno nel cercare l’ideazione di dispositivi validi. La mascherina servirà anche in spiaggia? E come si conterrà l’entusiasmo dei bambini che vogliono giocare insieme? Le barriere resisteranno al vento? All’interno il calore non sarà eccessivo? Ogni quanto vanno pulite?
Si tratta di una situazione difficile, ma cercare soluzioni è la conseguenza per non rimanere schiacciati. La produzione deve essere parallela alla ripartenza generale, offendo la massima protezione ai soggetti coinvolti in tutte le fasi.

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