Dal rapporto Io sono cultura 2026 di fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte emerge che il made in Italy è in crescita costante. Le industrie culturali e creative rappresentano i settori più strategici del Paese. I dati dell’ultimo decennio mostrano posti di lavoro e ricchezza, sono un motore di innovazione per l’intera economia e agiscono come motore della crescita di altri settori. Dal turismo a tutti i settori economici che beneficiano del processo di culturalizzazione dell’economia grazie anche al contributo innovativo Embedded Creatives, ovvero i professionisti culturali e creativi che operano al di fuori dei settori che costituiscono il Core cultura. Il rapporto Io sono cultura quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale. I dati evidenziano che la cultura è uno dei motori della nostra economia.
Il rapporto, arrivato alla sedicesima edizione, è realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Deloitte con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo, Fornasetti e con il patrocinio del Ministero della Cultura.
Nel 2025 la filiera ha generato 115,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 5,7% dell’economia nazionale, con una crescita del +3,3% rispetto all’anno precedente. Gli occupati sono quasi 1,54 milioni, pari al 5,7% del totale, con un incremento dell’+1,7% rispetto al 2024. Un valore che si estende oltre la ricchezza direttamente prodotta: ogni euro generato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo ne attiva altri 1,7 nel resto dell’economia, arrivando a muovere circa 310 miliardi di euro complessivi, pari al 15,4% del PIL italiano.
Software e videogiochi si confermano il principale generatore di valore e occupazione, seguiti da Editoria e stampa e Architettura e design.
Il Lazio si conferma la regione con il più elevato livello di specializzazione culturale e creativa.
Io Sono Cultura analizza l’evoluzione della filiera in termini di produzione di ricchezza e creazione di posti di lavoro.
L’AI nella filiera culturale e creativa italiana si sta consolidando, passando da una fase sperimentale a una vera e propria infrastruttura integrata. A dimostrazione anche l’approvazione nel settembre 2025 della prima legge nazionale dedicata all’AI, che si inserisce nel più ampio percorso avviato dall’Unione Europea con l’AI Act.
