Vogliamo parlarvi di questa azienda che rappresenta un’altra eccellenza nel campo della produzione delle due ruote. Si tratta di Wilier Triestina, una storica realtà che merita un articolo dedicato. Il marchio come avrete notato subito è inglese, ma proprio da qui possiamo partire per raccontarvi una storia imprenditoriale italiana. Pietro Dal Molin nel 1906 rilevò il marchio Wilier, all’epoca semisconosciuto, affiancandovi la parola Triestina, a sostegno del controllo italiano di Trieste. Come simbolo fu scelta l’alabarda di San Sergio, effige di Trieste e per l’occasione fu ingaggiato il corridore Giordano Cottur, triestino doc. La produzione industriale favorì l’offerta a prezzi più accessibili, aumentando la domanda di biciclette. L’azienda continuò la sua progressiva crescita, nonostante il fronte della Prima Guerra Mondiale fosse molto vicino a Bassano del Grappa. Addirittura i nostri bersaglieri in bicicletta con le loro eroiche azioni ebbero effetto propagandistico per l’azienda. Dopo la guerra, Mario Dal Molin, uno dei figli di Pietro, cambiò il nome della fabbrica in Ciclomeccanica Dal Molin e ne ampliò ulteriormente gli orizzonti, anche grazie ai risultati di famosi ciclisti professionisti. Alla fine della Guerra si tornò al nome originario Wilier, con lo stemma di Trieste: l’alabarda. Negli anni successivi la squadra Wilier entrò nella classifica generale del Giro d’Italia del 1948 e fino al 1950, continuarono le affermazioni sportive con le storiche vittorie di Fiorenzo Magni e di Antonio Bevilacqua. Insieme alle vittorie si affermava anche il famoso telaio rosso ramato delle biciclette Wilier. Nel 1952, però, la motorizzazione si stava diffondendo sempre più e il mancato pagamento di una grossa fornitura di biciclette in Argentina, portò alla chiusura degli impianti. La notorietà del marchio Wilier Triestina, non passò inosservata a Lino e Antonio Gastaldello, che ne ripresero la produzione a Rossano Veneto, rilanciandolo nel mondo del ciclismo professionistico. Nel 1976 arrivarono a fornire le biciclette e il supporto tecnico alla Mecap Hoonved, che aveva Mario Beccia come corridore del Giro d’Italia. I fratelli Gastaldello si concentrarono poi sulla produzione aziendale che stava rapidamente crescendo. Nel 1995, Lino Gastaldello, unico titolare di Wilier Triestina, tornò al mondo del ciclismo agonistico, supportando la BresciaLat di Massimo Podenzana, e affiancando poi, nel 1997, la Mercatone Uno di Marco Pantani. Una stagione indimenticabile con le due grandi vittorie al Tour de France – all’Alpe d’Huez e a Morzine di Marco Pantani, la cui Wilier gialla è esposta come una reliquia nella sede aziendale di Rossano Veneto. I successi continuarono negli anni successivi con Davide Rebellin, Alessandro Ballan e tanti altri atleti noti. Oltre al ciclismo su strada, ha preso piede l’off road, con i successi nella stagione 2022 di Simone Avondetto nei campionati italiano, europeo e mondiale del cross country olimpico Under 23. Questa realtà italiana continuerà ad essere sotto la nostra lente, perchè l’innovazione e l’applicazione delle tecnologie a questo settore la rendono particolarmente meritevole di attenzione.
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