
Foto tratta dal sito linkyinnovation.com
Linky è il mezzo che infili nello zaino per muoverti in libertà. L’idea è nata da cinque trentenni con la passione dei viaggi, spinti dalla necessità di avere un veicolo portatile e molto molto leggero, per spostarsi una volta arrivati a destinazione. Così, durante un viaggio a Istanbul, l’idea ha preso forma con i primi disegni e, pochi mesi dopo, gli amici hanno realizzato un prototipo in legno, per valutarne la concreta fattibilità. Su questa idea e soprattutto sulla visione e sui valori condivisi, hanno fondato nel 2016 la loro azienda Linkyinnovation
Linky è uno skateboard elettrico, dotato di un sistema pieghevole innovativo, che lo riduce chiuso a 38 cm, con un peso di 5,8 kg. In pratica si piega e si ripone nello zaino. Con Linky al seguito, ogni viaggio diventa più comodo, libero e ricco di possibiltà. Linky 2.0 è spinto da 2 motori a cinghia da 750W ciascuno, che lo fanno muovere stabilmente e senza sforzo con ruote da 110 mm alla velocità di 42 km orari, per un’autonomia di 23 km. Per ricaricarlo all’80% bastano 40 minuti. Linky è il mezzo che infili nello zaino per muoverti in libertà. Il prezzo parte da 919 euro e il valore lo potete giudicare da soli. Dovunque vai troverai una presa per ricaricarlo e non ti occorre nessuna colonnina.
La missione di Linkyinnovation è quella di fornire veicoli per la mobilità dell’ultimo miglio che siano leggeri, portatili e ad alte prestazioni, per aumentare la libertà e l’indipendenza delle persone, utilizzando tecnologie all’avanguardia con il massimo rispetto per l’ambiente, approvvigionamento sostenibile dei materiali e responsabilità sociale. Una missione accompagnata da una visione che guarda alla sostenibilità e all’innovazione. Proprio la sostenibilità è al centro dell’azienda che, oltre alle emissioni zero, punta all’ottimizzazione delle risorse e alla produzione locale. In particolare l’azienda promuove la circolarità dei prodotti, riciclando materiali provenienti da prodotti usati.
Linky è assemblato a Falerone, piccolo Comune delle Marche, utilizzando una filiera locale e incorporando l’80% dei materiali provenienti dall’Europa.
Crediamo in questa idea, che raggiungerà il pieno successo quando la sua autonomia sarà più significativa. Ma siamo ottimisti, dato che questo aspetto è sotto la lente di tante aziende.
