Ecco l’intervista all’autore di VUOTO. Gianfranco Virardi, noto alla community di Creatività Italiana. Era d’obbligo fargli alcune domande per conoscere questo suo ultimo romanzo.D: “VUOTO” è un thriller ambientato tra le montagne del Trentino. Come nasce l’idea di un paese che sembra tranquillo ma nasconde segreti antichi?
R: Nasce da un’idea semplice: ogni luogo ha una memoria. Soprattutto i paesi di montagna, dove il tempo scorre più lento e i riti non muoiono mai del tutto. In “VUOTO” volevo raccontare una comunità convinta di conoscersi, che all’improvviso si ritrova di fronte a omicidi senza movente. È lì che iniziano le crepe.
D: Le vittime non hanno nulla in comune. Il commissario Dilori si trova a indagare su qualcosa di più grande di lui. Chi è Dilori per te?
R: Dilori è arrivato in Trentino solo per staccare qualche giorno. Non doveva occuparsi di niente. E invece finisce dentro un’indagine che lo trascina nel cuore di una storia nascosta da generazioni. È un uomo razionale, ma la montagna lo costringe a confrontarsi con simboli, rituali dimenticati e silenzi. Più che risolvere un caso, Dilori deve capire che tipo di verità è disposto a far venire a galla. Lui è il commissario che ha iniziato a vivere con “Nickname”. Il mio rapporto con lui è quello che un autore deve avere con i suoi personaggi. Amarli profondamente, rispettarli, ammirarli… farli vivere nella mente dei lettori.
D: La montagna in “VUOTO” sembra quasi un personaggio. Perché?
R: Perché lo è. La montagna custodisce. Custodisce ossa, custodisce simboli nella terra, custodisce una cavità con indizi. E a volte custodisce anche le bugie. In “VUOTO” il paesaggio non fa da sfondo: spinge, trattiene, nasconde. Ogni verità che emerge porta con sé una domanda nuova.
D: C’è una frase nel libro che dice: “Perché ciò che viene dimenticato non sempre scompare. A volte aspetta soltanto di tornare alla luce”. È questo il cuore del romanzo?
R: Esattamente. Il punto non è solo “chi è l’assassino”. Il punto è: qualcuno sta cercando di cancellare una storia, o sta cercando di impedire che venga dimenticata? Tra memoria e mistero, passato e presente, “VUOTO” parla di quello che succede quando apri cassetti rimasti chiusi per troppo tempo.
D: Tu vieni dal mondo del marketing e della comunicazione. Che cosa ti ha riportato alla narrativa e al thriller?
R: Ho sempre scritto. Dopo l’esordio con “Coperte di parole” nel 2002, ho continuato a raccontare l’uomo e i suoi comportamenti, solo con strumenti diversi: agenzie, consulenze, docenze, saggi. Ma la narrativa ti permette di andare più in profondità. Con “VUOTO” torno al thriller perché mi interessava esplorare memoria, identità e il peso delle cose non dette. E la montagna era il luogo perfetto per farlo.
D: A chi consiglieresti “VUOTO”?
R: A chi ama i thriller che non sono solo azione. Qui c’è indagine, ma c’è anche atmosfera. Se ti piacciono le storie dove il luogo conta quanto i personaggi, dove ogni indizio ti porta a chiederti “e se fosse sempre stato qui?”, allora “VUOTO” fa per te.
D: Dove possiamo leggere “VUOTO”?
R: È disponibile in tutto il mondo su Amazon, in cartaceo e ebook >>
D: Ultima domanda. Cosa speri che il lettore si porti a casa dopo l’ultima pagina?
R: Il dubbio. E la voglia di guardare meglio i posti che crede di conoscere. Perché a volte il “vuoto” non è assenza. È spazio pieno di cose che abbiamo smesso di vedere.
VUOTO la montagna ricorda. il sangue conserva. la verità aspetta.Leggi un estratto >>
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Editore: Amazon KDP
Data di pubblicazione: 27 luglio 2026
Lingua: Italiano
Pagine: 234
ISBN-13: 979-8186934394
Dimensioni: 15.24 x 1.35 x 22.86 cm
VOID The mountain remembers. Blood preserves. Truth waits.
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Pagine: 226
ISBN-13: 979-8187554119
Dimensioni: 15.24 x 1.35 x 22.86 cm
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